| Chi non conosce lo scambismo, crede che questo ambiente sia del tutto amorale e senza regole. Avvicinarsi allo scambismo con questo pregiudizio, ci si potrebbe ritrovare a porsi come modello quello indotto dal consumismo pornografico, associando in modo tanto naturale quanto errato, scambismo con pornografia, comportandosi di conseguenza. conseguenze come volgarità gratuita o la soddisfazione dei propri istinti senza considerare l'altro o comunque i rapporti umani. Lo scambismo non può coincidere con la pornografia. Certamente gli scambisti usano la pornografia, film, foto o oggetti, ma non si identificano come soggetti pornografici. Tranne che nelle fantasie, ma lì diventa gioco, recitazione. Premesso quanto sopra, diventa facile quindi riconoscere coloro che poco hanno a che fare con la nostra comunità e con il sentirsi scambista. Chi guarda allo scambismo da esterno lo giudicherà con gli aggettivi propri di un atto amorale: bacato, cattivo, disonorevole, immorale, indecente, lascivo, lercio, licenzioso..... salvo poi esserne attratto proprio per l'aurea di perversione così come generalmente attratto dalla pornografia. Mentre chi si ritrova genuinamente a vivere in qualche modo un'esperienza scambista dovrebbe prestare attenzione a non confondersi o farsi confondere con le modalità tipiche della pornografia. Quindi, No volgarità gratuita, SI se funzionale al gioco e alla fantasia Rispetto dell'altro e di se stessi e delle regole del gioco, rispetto della privacy. Ma soprattutto No all'idea dello scambismo come prodotto di consumo: cioè non è qualcosa di cui si possa usufruire immediatamente come un film o uno spettacolo o una attività ludica preparata da un villaggio vacanze. E' un rapporto umano dove le regole vengono stabilite insieme. Ha bisogno di impegno, dello sforzo necessario per costruire qualcosa di nuovo ogni volta, non è un prodotto che si trova pronto come in una qualsiasi attività commerciale. Un esempio riguarda chi, probabilmente ingenuamente, richiede la riuscita sicura di un incontro, come se ci si recasse a consumare una cena. Certo i perditempo esistono, ma altro è richiedere la certezza della riuscita di un incontro così delicato, a persone che non si conoscono. Altro esempio ancora riguarda i singoli che dopo essersi registrati su un sito si stupiscono di non riuscire a realizzare incontri, come se appunto fossero li per consumare un prodotto che all'ultimo gli viene negato. Se fosse un prodotto quello che cercano avrebbero certamente ragione, avete mai visto un consumatore che non riesce a raggiungere il prodotto desiderato se ha i soldi per permetterselo? |